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September 29

Eutanasia, articolo del Il Giornale, 23 Settembre 2006

Ma la morte non può essere una scelta

EUGENIA ROCCELLA

È difficile parlare astrattamente di vita di fronte a un caso personale, di fronte al dolore vero di una persona vera, che chiede di finirla. Eppure incontrando un uomo che sta per suicidarsi buttandosi da un ponte, qualunque passante interverrebbe; cercherebbe di impedirglielo anche con la forza, e si sentirebbe in colpa se non lo facesse.

Un aspirante suicida ha certamente ragioni gravissime e disperate per voler morire, e queste ragioni il passante non può nemmeno conoscerle e valutarle: il gesto di impedire la morte è istintivo, cieco e pregiudiziale.

Perché, allora, di fronte a chi chiede di staccare la spina ci sentiamo diversamente disposti, rispetto a chi sta per spararsi un colpo di pistola alla tempia?

Perché ci sembra che il sentimento di fratellanza, il rispetto per la comune qualità umana, ci debba portare ad aiutarlo ad andarsene piuttosto che a restare? Perché dare la morte con un atto medico ci sembra differente che

dare una spinta all'uomo che sta per scavalcare di sua volontà la balaustra di un ponte?

Eliminare dall'esistenza il male, il dolore, è impossibile. Nessun essere umano vuole l'infelicità, ma ogni volta che gli uomini hanno tentato di organizzare un mondo senza ingiustizie e senza imperfezioni, seguendo i grandi progetti utopici, hanno prodotto orribili distopie realizzate, società più crudeli e più ingiuste. Il male non si può cancellare, si può soltanto tentare di lenirlo, ripararlo, ed è questo il compito di chi sta vicino a una persona

sofferente. Non c'è bisogno di credere in Dio per pensare questo,basta credere negli uomini.

Introdurre nella nostra legislazione la morte assistita vuol dire creare una cultura dell'abbandono, della deresponsabilizzazione, in cui la sofferenza è affare privato che si deve affidare esclusivamente ai medici. Welby parla di «morte opportuna», ma chi deciderà, al di là del suo caso, quando la morte è opportuna? Se la morte è opportuna per lui che è perfettamente cosciente e ritiene la propria una vita senza qualità perché il suo corpo è martoriato dalla malattia, lo sarà a maggior ragione per chi ha una vita di minore «qualità»: chi non è cosciente, chi non ha mai goduto del vento tra i capelli o di una passeggiata notturna con un amico.

L'idea di libera scelta è fragilissima, ambigua e oscillante, soggetta a mille interpretazioni.

AncheTerri Schiavo,secondo i giudici americani, è morta per sua libera scelta, avendo espresso una volta davanti al marito il desiderio di non continuare a vivere se fosse rimasta in coma. Quanti, una volta messi

di fronte alla concreta realtà della propria morte, cambiano idea e magari non sono più in grado di comunicarlo, e quanti, all'opposto, scelgono di morire solo perché depressi, bisognosi, privi del calore degli affetti?

Di fronte a un caso personale si può rispondere, in realtà, solo sul piano personale: anch'io, come quasi tutti, ho avuto vicino il dolore, la morte, la disabilità grave, persone care precipitate nell'incoscienza del coma. Condividere il dolore degli altri è pesante, sarebbe più facile toglierlo dalla scena,ma attraversare e farsi carico

della sofferenza propria e altrui dà qualità alla nostra vita, in modo diverso dalla felicità di sentire il vento tra i capelli; ma non in misura inferiore.

April 25

Bisogna aver chiaro chi è la vittima e chi il carnefice

25/04/2006 - Fonte: Il Corriere online    foto: Aleksander Rabij / Reuters

KAMIKAZE - Almeno due dei tre attacchi avvenuti nella località turistica egiziana sono opera di kamikaze.

 BILANCIO - Gli attacchi hanno provocato la morte di 18 persone (12 egiziani e sei stranieri: tra questi un russo, uno svizzero, una libanese e un bambino tedesco di 5 anni) e il ferimento di altre 62 (83 secondo il ministro egiziano della Sanità). Tra i feriti ci sono anche tre italiani, ustionati in modo lieve.

Alti esponenti della polizia egiziana, citati da Sky, ritengono che esista una connessione tra gli attentati e il messaggio audio di Osama Bin Laden diffuso domenica da Al Jazira.

April 22

La password di XP non è sicura

Voglio disilludere tutti gli ingenui (come lo ero io) che credono che la password di acceso xp sia sicura.
L'algoritmo di creazione dell'hash è tale per cui utilizzando una Rainbow table si riesce a ricostruire in circa 5 minuti la password.
In termini concreti se ad un "malintenzionato" capita tra le mani il pc domestico di un "povero ignaro"  che lo ritiene sicuro e nel cui profilo principale sono memorizzate ogni genere di password ci vogliono complessivamente diciamo 20-25 minuti, forse meno,  per trovare la password, entrare, e copiarsi tutte le altre password che l'utente tiene memorizzate sul proprio pc (di posta, di logon a siti vari,di messenger...)
Provare per credere....

Il grande Lebowsky

E' un film comico che consiglio di videre, anche se probabilmente la classificazione di "comico" gli va stretta e larga allo stesso tempo...
Non sterò qui spiegare nè il perchè l'etichetta di comico gli sia adatta e allo stesso tempo non lo sia, nè mi mettero a riassumere la trama.
 
E' uno di quei rarissimi film che si apprezzano meglio a mano a mano che lo si rivede, il conoscere la sequenza di scene, in questo caso non banali, non mina il piacere della visione del film... e già questo è una garanzia...
 
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